MONTI ROGNOSI
Tipologia : Riserva Naturale Provinciale
Superficie :
Altitudine : 650-
Ambienti : Montuoso
Comune : Anghiari
Generale:
I Monti Rognosi costituiscono un esteso gruppo di rilievi collocato a nord-ovest di Anghiari, la cui cima più alta (Monte della Croce) arriva a
A dispetto dell’appellativo poco invitante, i Monti Rognosi rappresentano un interessantissimo comprensorio naturale, caratterizzato dall’affioramento di un particolare tipo di rocce conosciute nell’insieme come ofioliti, sulle quali si è sviluppata una peculiare vegetazione e un caratteristico paesaggio, desolato e nudo a prima vista, ma ricco di emergenze botaniche e faunistiche.
Le stesse rocce hanno avuto importanza notevole per l’uomo, che vi ha ricavato minerali di rame e materiale lapideo. La posizione di questi rilievi, interposti tra la Valtiberina e la città di Arezzo, ne ha fatto dei luoghi di transito importanti. In epoca romana la via Ariminensis, di collegamento tra Arezzo e Rimini, passava da Ponte alla Piera e attraversava i Monti Rognosi fino al Passo della Scheggia, proseguendo poi verso Arezzo. Nei secoli questo tracciato è rimasto quasi immutato ed è stato frequentato fino a tempi recenti dai pastori durante la transumanza delle greggi verso i pascoli della Maremma, tanto che nel Medio Evo era conosciuto come “strada maremmana”.
Lungo questo antico percorso sono sorti importanti insediamenti come il Castello di Montauto, residenza feudale dei potenti Conti di Galbino, costruito in posizione dominante sul Monte della Croce e Castiglion Fatalbecco, antico castello di fondazione longobarda poi appartenuto ai Galbino e ai monaci di Camaldoli, di cui restano i ruderi sulla sommità del Poggio di Castiglione. Il potere feudale era molto radicato in tutta la zona dei Monti Rognosi, che rimase a lungo politicamente autonoma, fino all’annessione del territorio al Granducato di Toscana.
Presso il torrente Sovara, in prossimità della viabilità principale, è situato Il Conventino, un convento di suore agostiniane, oggi di proprietà privata, costruito probabilmente già nel XIV secolo come punto di sosta lungo la strada che collegava Sansepolcro al Castello di Montauto.





